Vendemmia, un nome evocativo

Settembre è significativo: è il mese dei “buoni propositi” delle “ripartenze”e dei“nuovi obiettivi" che ci si propone di intraprendere. È il periodo della bella luce, dei tramonti dai colori magnifici e della malinconia, perché si porta via la spensieratezza e la leggerezza dell’estate, dando il benvenuto all’autunno.
Ed è proprio a settembre che si vendemmia.

La vendemmia è un antico rituale settembrino, appunto, ricco di fascino e mistero. Sembra che la parola vendemmiare derivi dal “vendemmiale”, in francese “vendémiaire”, ossia il mese del vendemmiaio.
Era il primo dei mois d’automne, il primo mese del calendario rivoluzionario francese e corrispondeva al periodo compreso tra il 22/24 settembre e il 21/23 ottobre nel calendario gregoriano.

Altri studi etimologici collegano il termine vendemmiare all’unione delle due parole latine “vinum”- vino e “demere”, ossia levare, togliere, nel senso di raccogliere l’uva per produrre il vino.

Si tratta di una tradizione che ritroviamo nei racconti di greci e romani. Gli antichi romani dedicavano alla vendemmia una festività, “i vinalia rustica”, che veniva celebrata il 19 agosto. Si trattava di una ricorrenza comune anche ad altre città latine: lo stesso Varrone racconta come sulle porte di Tusculum (un’antica città del Lazio) fosse scritto di non portate dentro le mura il vino colto durante la vendemmia, prima di aver proclamato i Vinalia.

Oltre la storia e l’origine etimologica del termine, ciò che più affascina ed ha sempre affascinato della vendemmia è l’apporto sociale ed antropologico di cui si carica.
La vendemmia rappresenta una delle attività economiche più importanti della nostra cultura territoriale, ma era, ed è ancora oggi un rituale ricco di significato sociale, quasi un sinonimo del riunirsi e condividere la fatica e la gioia - l'ebbrezza - nello stesso tempo. Anche nelle rappresentazioni storiche i lavoranti immersi fino al ginocchio nel mosto sono sempre icone di allegria e gaiezza condivisa.

Certo oggi la vendemmia è anche il punto cruciale di attività produttive che investono un intero anno di lavoro in pochi giorni di raccolta, destinata a segnare gli esiti presenti e futuri del prodotto finale. Ma tutto ciò non incrina punto il formidabile impatto emotivo di uno dei momenti tòpici dell'attività agroumanistica.

Di settembre e d'agosto, bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto.

[Antico detto toscano]