Vendemmia 2021: un bilancio

La vendemmia è conclusa. La tensione emotiva che ha caratterizzato le ultime settimana sembra svanire. È tempo di fermarsi.  È tempo di bilanci.

Gelate, grandinate, siccità e temporali improvvisi: il 2021 sembra non aver risparmiato nessuno. La Francia subisce un calo del -29% rispetto allo scorso anno e un -25% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Il freddo intenso ad inizio primavera, le forti piogge estive e la conseguente formazione di muffa hanno colpito i vigneti dell’intera regione. In Germania, nella valle del fiume Ahr, la regione vinicola più a nord d’Europa dove si contano poco più di 500 ettari vitati per la maggior parte coltivati a Pinot Nero, sono stati completamente distrutti da una delle alluvioni più violente degli ultimi 500 anni. Anche la Spagna, caratterizzata ormai da estate caldissime, ha fatto i conti con violente grandinate che hanno danneggiato le uve coltivate nella valle del Duero. Il comparto vitivinicolo dell’Australia ha subito un forte danno, causato da incendi e alluvioni che hanno colpito vasti territori, mentre la vendemmia degli Stati Uniti d’America sarà la più scarsa dal 2011.

Non fa differenza l’Italia. Il mese di aprile è stato caratterizzato da bruschi abbassamenti di temperatura con importanti gelate che hanno colpito quasi tutto il centro nord. In molte aree i danni sono stati importanti e non hanno permesso una nuova germogliazione, mentre, fortunatamente, in altre aree le perdite sono state parzialmente riassorbite. Tra la fine di luglio e i primi giorni di agosto si sono visti i primi accenni di invaiatura accompagnati però dai primi segnali di stress idrico. In questa calda e siccitosa estate non sono mancati anche nella nostra penisola forti temporali accompagnati da importanti grandinate, soprattutto nel Nord Est.

Con una produzione totale leggermente più bassa rispetto a quella dello scorso anno (-9% circa) questa vendemmia, per certi aspetti, ricorda la calda e siccitosa 2017, con una minore resa per ettaro ma con una grande concentrazione, in linea con il trend degli ultimi anni, in cui si registrano gradazioni sempre più elevate. Nonostante l’andamento climatico non favorevole con questa vendemmia abbiamo capito che l’eccellenza in vigna si raggiunge con buone pratiche agronomiche unite a professionalità ed impegno.

In sintesi poca ma buona, a tratti ottima. Una vendemmia che per diversi aspetti ha premiato i vitigni a bacca rossa rispetto ai bianchi, soprattutto in alcune aree.

Tra Siena e il Monte Amiata, immerso nel magnifico paesaggio della Val d’Orcia circondato da vigneti e lecci troviamo il comune di Montalcino. Qui, il Sangiovese, nonostante l’annata difficoltosa, ha trovato un equilibrio perfetto tra maturazione tecnologica e polifenolica. Dopo la gelata di inizio aprile e lo sfalsamento nelle fasi vegetative, si è dovuti intervenire con un grande lavoro di selezione arrivando ad avere dei grappoli pressochè perfetti.  La grande escursione termica durante la fase di maturazione e l’elevata acidità tartarica ci regalerà vini molto verticali, di grande struttura e di straordinaria ricchezza aromatica capaci di sfidare il tempo.

Il 2021 è un millesimo di cui si avrà memoria a lungo, per molti motivi, anche in tema enologico. Le premesse ci fanno sperare che se ne parli, tra vent'anni, come di una annata straordinaria.

Nella foto: Vigneti della Tenuta Greppone Mazzi a Montalcino, archivio Ruffino