Una bella storia, la storia di Ruffino

Una storia, quella di ruffino, che intreccia come paglia di un fiasco leggenda e verità, realtà e un po’ di cinema. Prima guerra mondiale, nei rigori invernali della steppa russa: un malinconico soldato si era preparato una cena speciale, per combattere la solitudine. Un fiasco Ruffino il protagonista. Purtroppo il freddo - ci racconta una commossa lettera dello stesso poi tornato vivo a casa - aveva fatto esplodere il fiasco prima dell’agognata apertura.

Ruffino già allora era un nome importante: significava Italia, un caldo ricordo di casa, come testimoniano le prime medaglie di fine Ottocento, conseguite in importanti concorsi vinicoli internazionali, fra cui Bordeaux.

Tutto aveva avuto inizio nel 1877, con Ilario e Leopoldo Ruffino, a Pontassieve, piccolo paese non distante da Firenze. Un successo vorticoso, proseguito con l’arrivo della famiglia Folonari, nel 1913. In pochi anni, anche all’estero, Ruffino è il vino italiano: fine anni Venti, Stati Uniti, “Proibizionismo”, fra verità e leggenda si mormora che i vini Ruffino si trovino addirittura venduti nelle farmacie come “medicinale antistress”!

Eppure Ruffino vive negli anni anche pagine dolorose. 1944. Ancora la guerra, questa volta la seconda mondiale: le truppe alleate che la bombardano scambiandola per la stazione ferroviaria - le bottiglie più preziose erano state sotterrate per non farle rastrellare! -. 1966. Alluvione di Firenze:  i fanghi della Sieve e dell’Arno che ne inondano le cantine di melma e limo.

Eppure Ruffino non si ferma mai. Sua è la fascetta AAA00000001, la prima DOCG Chianti della storia. Siamo nel 1984. Un grande riconoscimento per chi aveva contribuito a trasformare un vino in un archetipo di italianità in Italia e nel mondo.

Ruffino è famosa come le star, e le star la cercano: foto in bianco e nero di Sophia Loren, Vittorio De Sica e Marcello Mastroianni in visita alle cantine, sorridenti con fiaschi in mano fra gli operai. Di nuovo un po’ più indietro, fino ai primi anni di questa storia: il maestro Giuseppe Verdi che si lamentava perchè il suo vino prediletto, ovviamente Ruffino, non viene mai consegnato nei tempi richiesti.

Anche il cinema ci racconta spesso di Ruffino: Rocky Balboa, l’italoamericano più illustre, in una trattoria a Philadelphia con una Riserva Ducale. Ancora: nella New York della moda e del design, quella de “Il Diavolo Veste Prada”, la protagonista Anne Hathaway sorseggia Riserva Ducale durante una cena fra amici. Già, la Riserva Ducale, il vino italiano più conosciuto nei ristoranti di tutto il mondo. Ritroviamo Ruffino con Jack Nicholson in Blood and Wine. O insieme alla chiassosa combriccola del telefilm “Friends”. O nei “Sopranos”. O nel recente “Operation Uncle” di Guy Ritchie, dove si mangia panino con la mortadella bevendoci su del Chianti Stravecchio. Un vivere di gusto italiano inimitabile.

Dal cinema è un attimo a ritrovarsi nella realtà: i vini Ruffino a impreziosire i favolosi banchetti di corte del Duca d’Aosta (la selezione per il duca: la miliare “Riserva Ducale”), o dei Reali di Svezia, o nelle auguste Sale Pontificie. Degustati da Charles de Gaulle e dalla regina Elisabetta e, più tardi, fra passerelle e sfilate, cene di gala e incontri, da vip, stilisti e modelli durante la settimana newyorchese della moda - Ruffino per anni ha sponsorizzato il Men’s Wear di New York.  E soprattutto: la Dolce Vita in Italia. La Rinascita. Ruffino come icona del buon vivere all'italiana. Il Rosatello. E oggi la sua sublimazione, il raffinato rosato Aqua di Venus, libato a bordo piscina dell’Agriresort o nelle eleganti sale del ristorante Le Tre Rane-Ruffino, entrambe all’interno della tenuta rinascimentale di Poggio Casciano.  

Sì, una bella storia, ancora molta da scriversi, dalla paglia del fiasco lentamente scivolata verso le forme sinuose di bottiglie bordolesi o borgognotte, dal Modus ad Alauda al Chianti alle tenute nel Chianti Classico con il grande Romitorio di Santedame, a Montalcino, a Monteriggioni, fino al Veneto con le due nuove entità per la produzione del Prosecco Ruffino.  

Una storia che, comunque e soprattutto, molto deve alle tante persone con cognomi non famosi che in ogni angolo del mondo apprezzano Ruffino.