Sangiovese, il nome tra storia e leggenda

Di certo annoverato tra i più importanti vitigni per l'enologia della penisola, il Sangiovese sintetizza già nel nome una sua complessità - altrove possiamo definirla versatilità - nel carattere così come nella definizione. Tanta è la storia legata a questa varietà, dal famoso Soderini che per primo lo citò alla fine del '500 in poi, ma attesa la vastità del compito in questa sede ci limiteremo a raccogliere le più comuni teorie a riguardo dell'origine del nome.

 

Diffusa se non consolidata è l'opinione che il nome del Sangiovese sia legato in qual che modo al sangue: Sanguis Jovis - Sangue di Giove - o ancora Giovevole al Sangue. Altrimenti si cercano scaturigini dalla toponomastica - il Monte Giove nei pressi di Sant'Arcangelo di Romagna - o in certe derivazioni linguistiche locali: pare che in qualche luogo della Toscana resista come appellativo locale "Uva Sangiovannina" ad indicarne la precocità.

 

Assai più interessante però sono gli studi che vogliono il nome Sangiovese legato ad oscure origini Etrusche, in virtù dell'amore di quel popolo per il vino, per sovrapposizione di territori e per alcune assonanze linguistiche che con qualche acrobazia si avvicinano al dialettale "sanzves" di stampo romagnolo. Anche qui probabilmente il desiderio di ravvedere una origine mitica nel nome piega un po' la verità storica, ma ci piace pensare che gli Etruschi, il cui lascito linguistico rimase a lungo nella tradizione orale dell'Italia centrale a dispetto dell'indecifrabilità della lingua scritta, avessero già a cuore questa nostra generosa vite.

 

Sono però le corruzioni linguistiche registrate nel corso dei secoli a guidarci verso un'idea più concreta, seppur ancora incerta: Sangioveto, S.Gioveto, Sangioeto, San Zoveto e anche Sangiogheto davvero riporterebbe alla più rustica delle origini, quella in cui alcuni vedrebbero nei "gioghi" collinari attorno a Marradi la nascita dell'etimo.

Per la verità nel corso dei secoli si sono identificate infinite sfumature nei cloni di Sangiovese, raggruppati in due famiglie per la verità oggi non più in voga: il Sangiovese Grosso e il Sangiovese Piccolo, che a loro volta hanno visto il nome contorcersi e deformarsi. È Prugnolo Gentile a Montepulciano per il vino Nobile; diventa Brunello a Montalcino, e ancora Morello o Morellino in Maremma per l'omonimo vino di Scansano: tante identità insomma racchiuse però in una sola anima.

 

Al termine della nostra piccola ricerca ne sappiamo tanto quanto prima: abbiamo imparato tante cose curiose ma da dove proviene il nome ancora no. Poco male: ci fa bene sapere da dove provengono le uve, e per il nome saremo indulgenti quando su qualche carta troveremo scritto S.Giovese...

 

Ancora tanto ci sarebbe da dire sulla storia. Ma questa appunto, è un'altra storia.

Uva rossa quasi nera, tonda, di mediocre grossezza buccia dura… Suole essere abbondante e non fallisce quasi nessun anno… Fa il vino molto colorito e spiritoso… Comunemente si mescola con altre uve e mirabilmente rende corpo e forza ai vini deboli

[Giovanni Cosimo Villifranchi, “Oenologia Toscana” 1773]