Ponte Vecchio a Bassano

Come spesso accade nel nostro idioma nazionale - che non è quello locale, differente dimetro in metro - gli articoli maschile e femminile tendono a interpetare in maniera discontinua le denominazioni locali, in segno di una continuità con le lingue locali, e i varii dialetti che loro danno vita. Il fiume Brenta, per esempio, è qui comunemente identificato con "la Brenta", e non c'è verso di raccontare che se "il" fiume è al maschile, il nome non può essere al femminile: ci teniamo "la" Brenta, e ne seguiamo il corso dalle sorgenti all'Adriatico, poco meno di 200km di storia e di storie.
La Brenta infatti fu teatro di avvenimenti clamorosi, nel corso dei secoli, che ne segnano l'almanacco a caratteri cubitali: dalle battaglie, alle guerre, alle alluvioni. Ma Brenta è anche segno di vita e di bellezza: nell'alveo più antico del Brenta, nei pressi di Venezia, la cosiddetta Riviera del Brenta racchiude alcuni dei più altisonanti tesori dell'archietettura aristocratica italiana. Qui alcune delle più famose "Ville Palladiane", a firma del famoso architetto Andrea Palladio, una delle figure ispiratrici del miglior Cinquecento e nei secoli a venire. Marchiamo, un segno sul Palladio, a cui torneremo a breve.

Dunque la Brenta si fa beffe della grammatica e segue il suo corso e il suo destino: ancora questione di articoli per distinguere "il" Grappa da "la" grappa: non occorrerà ricordare il carattere "sacro" del Massiccio del Grappa e dei suoi quasi 2000 metri, per le arcinote vicende belliche, nè il più famoso distillato italiano: ma entrambe le declinazioni ci danno lo spunto, curioso, di parlare del Ponte Vecchio di Bassano del Grappa, appunto. Che non a caso ha ai suoi capi le sedi di due delle distillerie più antiche e famose: la più antica, Nardini, e Poli. Ma veniamo al Ponte Vecchio, così rimantico da costituire la base poetica di una famosa cantata.

Fin dal 1200 si rese necessario traversare il Brenta a Bassano, per congiungere la Valle a Vicenza. Si costruì un avveniristico - per i tempi - ponte in legno che pur a fronte di numerosi incendi, distruzioni e maltrattamenti di ogni genere, si fissò in modo così potente nella memoria collettiva di Bassano che quando fu chiamato Andrea Palladio - eccolo - per disegnarne uno nuovo e più moderno, nel 1500, il primo progetto fu rigettato dalla cittadinanza che invece volle un manufatto che rispettava la tradizione. Nel 1569 dunque l'architetto si mise all'opera e rilasciò un progetto rivoluzionario nelle tecniche ma ancora legato al legno, sul cuo disegno furono poi basate le numerose ricostruzioni.

L'ultima delle quali nel secondo dopoguerra: durante il primo conflitto infatti il ponte fu "salvato" come risorsa per far salire le truppe regie all'altipiano dei Sette Comuni, mentre alla fine del secondo furono proprio gli Alleati, grazie ad un colpo di mano di un gruppo di partigiani, a farlo saltare nella strategia di contrasto delle truppe dell'Asse. Durante la ricostruzione, negli anni successivi, furono impiegati operai che erano ex militari del corpo degli Alpini, che lavoravano con il consuento copricapo: da lì - e dall'inequivocabile presenza immanente della grappa - nacque la leggendadel "ponte degli Alpini".

Alcide De Gasperi inaugurò il nuovo ponte nel 1948: dunque il Ponte Vecchio è antico nella forma ma contemporaneo nella sostanza. A maggior ragione, dato che il legno a contatto con l'acqua ha un rapidto degrado, dopo le recenti ristrutturazioni, che lo hanno consolidato, raffermato, conservato, non senza le consuete polemiche che riguardano questioni di dettaglio per alcuni, sostanziali per altri, quali la pavimentazione stradale.

Oggi Ponte Vecchio è chiuso al traffico, anche se capita che qualche anziano pilota riesca ad infilare la sua vetturetta - vicenda reale - sulla stretta carreggiata: ma i pilastri pur lignei nella loro parte visibile, sono adagiati su supporti che nei disegni dei tecnici consentono una maggior sicurezza della struttura. Cosicchè potremo ancora a lungo darci la mano, sul Ponte di Bassano: magari con una lacrima di ottima grappa. Del Grappa, va senza dire.

Sul ponte di Bassano
là ci darem la mano
là ci darem la mano
ed un bacin d'amor.
[Canzone popolare]