Pic-Nic a Poggio Casciano per il pranzo della Domenica

Ottobre è uno dei mesi più suggestivi dell’anno: anticipa coi primi freddi le morbide e accoglienti ritualità dell’inverno e si congeda all’estate con teatralità, nostalgia e colori cangianti.

La campagna trae beneficio di questa ubertosa dialettica: si veste di giallo e arancio, rosso e verde acceso, produce funghi, castagne, agrumi e zucche, e viverla significa godere di un raro quanto intenso momento di panismo con la bellezza.

Sentire la terra, i suoi profumi, il suo ciclo di vita, farsi circondare dal bello e del buono: è su questo assunto che in collaborazione con l’agriturismo di Poggio Casciano, Ruffino ha creato un nuovo evento: un pic-nic d’autunno da gustare nel parco e nel bosco della villa di Poggio Casciano, tenuta di Ruffino – qui si produce il celebre Modus - e meravigliosa struttura ricettiva a impianto rinascimentale coronata da vigne, olivi, pievi, torri e linee armoniche di cipressi.

Tutte le domeniche di ottobre, a partire da domenica 4, dalla tarda mattinata fino al pomeriggio, sarà possibile acquistare un gustoso paniere, ogni settimana consacrato a un sapore dell’autunno, e sviluppato dalla fantasia gastronomica dei cuochi de Le Tre Rane Ruffino, la locanda di Poggio Casciano. Questa domenica saranno i piatti della vendemmia i protagonisti: uva, mosto, vino accompagneranno alcune delizie come il peposo dell’Impruneta (uno stufato di muscolo di manzo cotto nelle tradizionali fornaci dove si produce il rinomato “cotto”), le crespelle – così tanto amate da Caterina dei Medici – e altri mangiari.

E il vino? Non può certamente mancare il vino in un pic-nic degno di tale nome! Da qualche giorno Ruffino ha riproposto, nell’iconico contenitore del fiasco (su cui in questo magazine sono state già spese tante parole), il “più alto dei Chianti”, il Chianti Rufina DOCG, le cui uve provengono dallo stesso paese dove Ruffino fu fondata nel 1877: a Pontassieve, parte della piccola ma prestigiosa sottozona del Chianti, la Rufina, dove il Sangiovese assurge a livelli di finezza, longevità e complessità senza mai rinunciare alla piacevolezza e alla beva.

E col succulento peposo, e le carezzevoli crespelle, seduti nel boschetto della villa, coi romantici toni dell’ottobre, credeteci, l’abbinamento è perfetto.

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