La vera storia della Schiacciapizza

Schiacciapizza cos’era costei? La clausura fa brutti scherzi e fa pescare nei cassetti più reconditi della memoria, ma il paragone con il Carneade manzoniano regge e come, perché quando fu pronunciato per la prima volta questo nome, la risposta della cucina della Locanda Le Tre Rane (o almeno la sua rielaborazione in italiano non volgare) fu: "Schiacciapizza? eicchellè?"

Mai si era giunti a voler mixare due capisaldi della nostra tradizione come la schiacciata, quella bona, toscana, con l’olio quello bono, con un profumo inconfondibile e soprattutto irresistibile, fantastica nell’accompagnamento di salumi di ogni genere (io la prediligo da sempre con “la bologna”), ma bona anche sola, e la pizza piatto monumentale della nostra cucina che al pari della pasta l’ha fatta conoscere in tutto il mondo. La pizza è pure diventata un “patrimonio dell’umanità” che si può trovare in ogni angolo del pianeta, anche se è vero che di buone fuori dai patri confini ce ne sono ben poche…

Ebbene nella cucina della Locanda abbiamo avuto la sfrontatezza non solo di unire i due nomi ma addirittura di mixare gusto, consistenza e presentazione tanto da creare una nuova entità gastronomica appunto, la Schiacciapizza.

Andiamo per gradi: la forma è indubbiamente quella della pizza: tonda! La schiacciata è rettangolare o ovale, difficilmente tonda. L’impasto è invece quello della schiacciata, da sempre fiore all’occhiello della Locanda. Il condimento è toscano e si basa esclusivamente sulle materie prime della nostra terra, mentre la presentazione è affidata a uno sfrontato staff di cucina che ne studia una diversa per ogni occasione.

La storia per ora è molto recente ma già si contano le schiacciapizze “del cuore” come quella con la crema di zucca e guttus, meraviglioso formaggio di pecora erborinato di maremmana provenienza, o ancora l’esotica schiacciapizza San Polo, con impasto profumato allo zafferano e farcita con verdure di stagione e ricotta infornata. Che dire poi di quella con il pecorino di Lischeto e il pesto di baccelli.

Insomma il sasso in piccionaia è ormai è stato lanciato e di schiacciapizze alla Bottega del Vino ce ne saranno tante e tutte buonissime da gustare nel bellissimo giardino d’estate o nei caldi saloni invernali perchè come dice il grande maestro Beppe d’Andrea l’innovazione di oggi sarà la tradizione di domani. Ad maiora.