La storia di un fiasco di successo

Il 2020 è un anno importante per uno dei vini più significativi di Ruffino: il fiasco di Ruffino che torna ad accogliere il vino di casa, il Chianti Rufina DOCG, un Sangiovese fiero ed elegante coltivato nelle colline che ingentiliscono Pontassieve, il borgo natale di Ruffino. 

E ci piace ripercorrere le tappe di questo vino, tappe che scandiscono non solo la storia di un’azienda vinicola, ma la storia e i costumi di un intero paese.

Tutto era partito fra la fine Ottocento e i primi del Novecento, con la nascita di Ruffino e dei primi insediamenti industriali. Attorno alle cantine di Pontassieve, un paese di un campanile e poche case rannicchiate attorno a un ponte, vicino a Firenze, si era creata una piccola comunità: una famosa vetreria per soffiare il vetro, le donne del paese che intrecciavano la paglia e una ferrovia che sbuffando vapore veloce sferragliava per far conoscere al mondo la squisita toscanità di un fiasco di Chianti Ruffino.

Il Chianti Ruffino è stato fra i primissimi vini prodotti da Ilario e Leopoldo Ruffino, i fondatori, e da subito fu apprezzato e amato anche nei paesi più lontani, come raccontano ancora oggi le medaglie d’oro conseguite a Milano nel 1881 e a Bordeaux nel 1895.

Con gli anni la fama di Chianti Ruffino crebbe, grazie anche all’arrivo della famiglia Folonari alle redini dell’azienda nel 1913, e il suo caratteristico vestito tozzo e panciuto, il fiasco, ispirato alla “borraccia”, quel contenitore in pelle caprina che nel Medioevo gli uomini appendevano al loro cavallo per dissetarsi nei lunghi spostamenti, ne fece un iconico portavoce della Toscana e dell’Italia nelle città di tutto il mondo.

Tante pagine di storia sono state raccontate dal fiasco Ruffino.

Erano Chianti Ruffino le bottiglie che si vendevano, sotto forma di “calmanti” nelle farmacie degli Stati Uniti ai tempi del Proibizionismo.

Erano Chianti Ruffino le bottiglie andate in frantumi quando la Ruffino, equivocata per la vicinissima ferrovia, venne bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Era Chianti Ruffino una bottiglia dall’etichetta macera, ingiallita e deteriorata, oggi conservata dietro una teca di vetro nelle cantine di Pontassieve, a ricordo del 4 novembre 1966 quando l’Arno inghiottì Firenze con le sue fauci di fango e melma.

E Ruffino ha sempre mostrato una grande attenzione per il suo Chianti. Le prime forme embrionali di marketing di Ruffino risalgono al primo Novecento e mostrano una chiara strategia nel volersi identificare come sinonimo di vino toscano attraverso il Chianti: nelle cantine storiche di Pontassieve sono ancora visibili alcuni oggetti “marchiati” - un merchandising ante-litteram -, come portabottiglie, calendari e posaceneri. Un famoso carosello degli anni Cinquanta ricordava all’Italia le bellezze della vita di campagna toscana, godute attraverso un “sorso” di Chianti Ruffino: l’Italia si faceva grande, scrollandosi di dosso due guerre e la povertà e un po’ di buon vino spartito con i propri cari costituiva un messaggio forte e sincero.

Negli ultimi trent’anni il mondo del vino si è rivoluzionato: nuove tipologie, stili fra i più disparati, vecchi vitigni reintrodotti, adozione di uve francesi, vini così velocemente esplosi quanto poi frettolosamente dimenticati.

Il Chianti ha osservato tutto questo con un pizzico di bonario distacco ed ha continuato il suo cammino. Pede lento si va lontani. Espressione di una terra unica, è sempre stato un vino che ha amato le cose semplici: nel suo stile, sobrio e sincero, negli abbinamenti, esaltati nella freschezza e genuinità delle materie prime, nel suo porsi confidenziale e discreto. Come un vecchio amico che non tradisce, come una casa di pietre e mattoni dove riposare la sera, come il sorriso un po’ scorbutico ma caldo e accogliente della gente toscana, il fiasco di Chianti ci è cresciuto accanto, e si è fatto conoscere e capire senza mai urlare, senza eccessi, senza ostentazioni.

Lunga vita Chianti, e buona fortuna Chianti Rufina nel fiasco: il tuo nuovo vestito ti fa ancora più bello.

[Foto: The Florentine]