La riscoperta degli agrumi perduti

Gode di una fama superiore all'ampiezza e fors'anche alla profondità della sua produzione artistica, l'Arcimboldo: il pittore lombardo infatti è tra i più conosciuti e tra i più citati per il contenuto intrinseco delle sue opera, per suo valore comunicativo e per la sua curiosa leggibilità. Quanti altri pittori, anche di ben più chiara fama, godono di altrettante riproduzioni, citazioni, imitazioni?

Tutto a causa di quelle teste, grottesche rappresentazioni di surrealismo ante litteram, in cui i tratti visivi sono ricostruiti soprattutto con elementi vegetali riprodotti fedelmente. Tra cui anche frutti misteriosi, che a noi non sono giunti.

Ecco: nei giardini e negli orti sospesi di Poggio Casciano abbiamo recuperato numerose varietà di agrumi dimenticati, dalle forme inconsuete e bizzarre, dai profumi intensi e dimenticati, dai sapori lontani dalle attuali perfezionistiche produzioni agricole.

Con i nomi più fantasiono giungono a noi cespugli ed arbusti curati amorevolmente per farci rivivere delle biodiversità ormai quasi perdute: il Melangolo, la Bizzarria e il Canarone, dalle forme irregolari e bitorzolute ma capaci di stuzzicare la curiosità del visitatore come dell'agronomo, ed anche del fotografo...

Nel giardino o nei capaci contenitori della pergola, gli Agrumi Antichi sono il viatico per un mondo scomparso ma non ancora dimenticato, capace di condurre a suggestioni di una agronomia imperfetta ma piena di stupore e di scoperte.