La mitologia del PicNic

Chi vuole vedere in Le Déjeuner sur l'herbe di Manet il primo picnic della storia sbaglia per difetto: pare infatti che il termine originario, pique-nique, abbia natali ben più antichi e identifichi un vero e proprio bonario "furto" di alimenti dalla cucina, portati in campagna in un cestino e consumati in un momento ludico conviviale. Il popolo dei lavoratori della terra ha lunga frequentazione di pranzi frugali all'aria aperta, ma con ben altre motivazioni: il picnic ha origini aristocratiche, addirittura prerivoluzionarie, con inglesi e francesi che se ne contendono la paternità per motivi differenti.

Chi scrive ha fatto in tempo a vedere l'auto bordò o blu di famiglia svoltare per una carrareccia di campagna, il "plaid" svolazzare e depositarsi leggiadro sulle verzure, e i cibi frugali ma non troppo finire tra mani festose e occhiate golose. C'era il rito dei panini, delle frittate, delle robe agili da mangiare a mano: momento che assumeva il sapore della violazione delle rigide regole della tavola. Certo che tutt'oggi a vedere certe famiglie scendere a mare con una specie di processione di strumenti da cucina da campo quelle piccole trasgressioni paiono davvero ingenue. Ma si trattava più di una festa familiare che di una nutrizione di sussistenza.

Il cestino del picnic è un cardine dell'immaginario collettivo: lo porta Cappuccetto Rosso mentre si inoltra nel bosco, e lo vediamo raffigurato in mille cartoni animati. È altresì protagonista di opere importanti - chi non ricorda Picnic a Hanging Rock, il primo grande successo di Peter Weir ambientato all'inizio del 900 - e di innumerevoli scene di film, fumetti, sketch televisivi. In versione italiana con qualche Lancia con i profili cromati, o qualche bicicletta, se non le moto con il sidecar.

E compagno ideale di queste escursioni ecco un bicchiere di vino, che non può mancare nella scenografia del picnic più classico. In particolare si trova a suo agio tra panni e cestine sull'erbe il fiasco, protetto dal suo involucro di paglia, garrulo e disimpegnato: è il bicchiere di vino che allarga i sorrisi e unisce gli abbracci, e riscalda le brezze più fini e rinfresca il solleone. Una realtà che ancora oggi Ruffino conserva con il suo Chianti Rufina Fiasco offerto anche - limitazioni permettendo - nelle domeniche di PicNic a Poggio Casciano.

E allora viva! Scampagnamoci! Il picnic è vivo e felice: 18 giugno è la giornata internazionale del picnic!

[Photo Courtesy Irene Berni]

Scendendo dal treno locale, la prima cosa che mi colpi fu l’odore familiare dell’erba nei campi. L’odore di antichi picnic. Il vento di maggio mi portava più di un ricordo… Se alzavo il viso e tendevo le orecchie, potevo persino sentire il verso delle allodole.
[Murakami Haruki]