L’Ostelliere, il lusso della campagna

L’ultima settimana prima della chiusura stagionale è l’occasione propizia per visitare un luogo affascinante e pieno di charme: un vero e proprio buen retiro a cui affidare le ore del riposo e del piacere, con un sottofondo di sano edonismo e cura del proprio sè

L’Ostelliere è un resort di campagna, che a pochissimi chilometri - molto “curvosi” per la verità - dallo svincolo autostradale concede ai suoi ospiti il mix indiscusso di confort e tranquillità che con un po’ di retorica si potrebbe serenamente etichettare con “country chic”.

Un progetto che nasce dalla visionaria immaginazione della famiglia Moccagatta che più di qualche decennio fa acquista la tenuta di Villa Sparina: edificio padronale - la “Villa” - i bassi servizi, la stalla e tanta terra.

Passo dopo passo, in un work in progress che è crescita ed evoluzione nello stesso tempo, la struttura si arricchisce di camere arredare in elegante stile aristrocratico-rurale, lontano da quel pittoresco agricolo stucchevole con le spighe alle pareti che spesso affligge le campagne. 
Un corpo principale con la calda hall, il cocktail bar e la receprion; le stanze, tutte diverse e differenti nella categoria, fino alle suite e alla “Royale”, un vero e proprio appartamento su due piani; la piscina, discretamente celata dietro la collina; il magnifico ristorante La Gallina, in cui si affronta la classica cucina locale oppure la proposta d’autore dello chef Graziano Cacciopoli; le cantine e la cantina di produzione propria.

L’atmosfera nella brumosa mattinata di novembre è acora più intima e assorta. Gli edifici si ergono privi di ombre nella tenue luce senza contrasti, in cui i folgoranti toni rossi del foliage ritardato di questo strano autunno sono festoni delicati più che sfacciate profusioni di colore. 

Una notte in una suite è un misto di silenzio così profondo da addormentarsi al suono del proprio respiro, un risveglio ovattato e una colazione regale. Un viaggio all’Ostelliere è una parentesi - graffa - nel quotidiano martellante, non troppo distante e nello stesso tempo riparato. 

Un’Italia sussurrata, per chi la sa trovare. A Monterotondo di Gavi, da Marzo a Novembre.