Il tempo del Tulipano Selvatico

In queste settimane nuovi colori circondano Poggio Casciano: il verde brillante dell’erba che avvolge tutto il paesaggio, le tante sfumature dei fiori primaverili, le rose in testa ai filari e i mandorli, a confine con la strada, ricolmi di fiori bianchi. Tra un filare e l’altro spiccano per la loro altezza degli steli cilindrici piuttosto gracili e flessuosi e che portano un solo fiore dalla forma campanulata: sono i tulipani selvatici, una varietà spontanea che cresce tra vigneti e oliveti. Nonostante le oltre ottanta diverse varianti, tutte classificate come specie protette, il tulipano selvatico è presente soltanto in alcune regioni italiane.

Nel corso degli ultimi decenni l’urbanizzazione e la raccolta - ma soprattutto l’uso di erbicidi e pesticidi - hanno decimato quasi tutte le popolazioni, tanto che i produttori di vino hanno visto gradualmente scomparire questi fiori dai loro vigneti. I bulbi, che si trovano a circa 50 cm di profondità, resistono alle annuali operazioni agricole ma vengono comunque raggiunti dai pesticidi che ne limitano la riproduzione. Questo fiore è rimasto un segreto delle terre mediorientali dove cresceva spontaneo, poi arrivò in Turchia e proprio da lì nel 1554, fu portato in Europa: Vienna, Parigi, Londra ed infine in Olanda.

La parola tulipano deriva dal turco tulbend, in riferimento ai tipici turbanti di mussola che ricordano la caratteristica forma della corolla. Il fascino dei tulipani è stato protagonista di molte storie e leggende. Si racconta infatti di un giovane scultore che si innamorò di una principessa armena. Un giorno, il re di Persia, innamorato anche lui della giovane, fece annunciare la falsa notizia della morte della ragazza. Travolto da un dolore insopportabile il giovane si lanciò da un dirupo roccioso, e da ogni goccia di sangue che cadde sul terreno nacque un tulipano scarlatto, simbolo del suo amore. Ecco perché in alcuni paesi il tulipano viene spesso associato all’amore.

Ci piace pensare che anche qui, tra i mille filari che disegnano le nostre colline, madre natura ci ripaghi dell’impegno quotidiano per la tutela della biodiversità, offrendoci come gesto d’amore la fioritura dei tulipani. Tutte le tenute Ruffino hanno implementato nel corso degli anni pratiche agricole rispettose dell’ambiente: dalla riduzione di prodotti chimici, l’incremento della fertilità dei suoli, le tecniche di concimazione organica e l’utilizzo di sovesci con l’obiettivo di avere nel 2021 almeno il 40% dei vigneti di proprietà a conduzione biologica.

Alcune varietà di tulipani selvatici sono addirittura commestibili. I bulbi possono essere usati come sostituti delle cipolle in molte ricette e in alcune aree del Giappone vengono essiccati e macinati a farina. I petali hanno un sapore simile a quello della lattuga con un tocco leggermente piccante. Provateli a friggere insieme alla salvia con un calice di vino bianco.

Il tulipano indossava un abito color carminio; non voleva tradire la fiducia dei pettirossi che saltellavano furtivi.
[Emily Dickinson]