Il Fantasma, il Principe, il cuoco.

Il castello di Bardi si staglia orgoglioso e bello sul fondo delle creste dell’Appennino, a Sud di Parma. Paradiso di motociclisti guardoni: quelli che amano “anche” guardarsi attorno e non solo slogarsi il polso a dare del gas. Fai l’ultimo tornante e il Castello dei Landi ti si piazza davanti che non puoi altro che fermarti a guardarlo. Quasi arrogante.
È in condizioni straordinarie, come una seconda casa: ai suoi piedi il paese si sgretola in frammenti romantici, tenuti bene dai suoi abitanti come casine di lego. Poi c’è la parte nuova, ma poca. Che qui tante famiglie fecero i bagagli e si gettarono nell’avventura oltremanica, oltreoceano: oggi tornano, che c’è la riscoperta dell’Appennino, dell’austera vita di montagna, dei prodotti del territorio. 

Tre o quattro caseifizi che stampano poche ma preziose forme di Parmigiano Reggiano, di quello di montagna che pare non invecchiare mai. Allevamenti, per i mitici salumi. Tartufi, bianchi e neri, funghi. 

E non è castello, marcondinodirondello, se non c’è il suo bel fantasma. Storia d’amore e di tragedia, ovviamente: il soldato Moroello, un duro con il cuore di burro, si innamora - ricambiato - della figlia del signore che altrettanto ovviamente era stata promessa in sposa al solito vecchio panzone per motivi politico-diplmatici. La ragazza - Soleste - invece soleva incontrarsi con l’aitante e focoso Moroello, e saliva sul mastio per attenderne il ritorno dalle sortite nelle prevedibili scaramucce dei Secoli Bui.
Un giorno Soleste vide di lontano uno scontro d’armigeri, e dall’esito della pugna i vessilli nemici dirigersi verso il castello: pensando che il suo amato fosse caduto in battaglia ebbe un tuffo al cuore e si gettò dabbasso senza attendere oltre. Mal gliene incolse, perchè era proprio Moroello vittorioso che recava i vessilli nemici in segno di sopraffazione completa. Giunto al castello e scoperta l’amara verità non potette che togliersi la vita e vagare in eterno nel castello senza pace e senza amore.

Verità vuole, invece, che il Castello sia legato per complicate derivazioni araldiche ai Grimaldi di Monaco: Bardi e Compiano infatti, con i rispettivi castelli, facevano parte dello Stato Landi, da cui veniva Maria Landi che sposò Ercole Grimaldi, e il di lei figlio Onorato II fu il primo Principe di Monaco
Nel 2018 Alberto di Monaco venne a Bardi per la presentazione del volume dedicato a Onorato II a cura di Riccardo De Rosa per rinverdire il legame antico tra le due famiglie. Gran fomento in paese, quando si trattò di organizzare il pranzo, che fu affidato proprio a Massimo Berzolla del Ristorante Due Spade, che si prodigò in un menù dedicato alle prelibatezze locali. 
Pare che un brivido di imbarazzo sia passato lungo la schiena del Ciambellano di Corte, quando si trattò di degustare i famosi Panetti bardigiani: siccome non c’era posata adatta allo scopo pare che il baldo cuoco abbia suggerito di pucciarli nella crema brandendoli tra le dita. Ma questo episodio è avvolto nella leggenda, così come l’apparizione della Madonna a cui si fa riferimento per l’invenzione dei Panetti. 

In realtà il Due Spade è un’insegna storicissima a Bardi, e Massimo è proprio la generazione che ritorna dopo che la famiglia d’origine se ne partì in America. 
Dopo parecchio girovagare nel mondo tra cucine e cucinieri il ritorno a Parma prima e poi quassù, a far di cibi: come il formidabile Parmigiano Reggiano 60 mesi, o la ritrovata rusticissima Torta d’erba. O i Crocetti di Bardi, non dissimili in forma e sostanza dai liguri “corzetti”. I funghi fritti, gli immancabili tortelli, le lumache. L’anatra.
Aggiunge curiosità a curiosità l’incontro con Daniela Fulgoni, oggi in sala e compagna di vita, che avvenne proprio a Bardi dopo che anch’ella era ritornata in Italia da famiglie bardigiane migranti: come tra Moroello e Soleste anche qui scoccò la sua freccia Cupido, ma per fortuna nessuno soccombette alla sorte.

Pur senza scomodare i miracoli. si dice che Alberto abbia gradito i Panetti e l’atmosfera di Bardi, e in paese se ne parla ancora. Il Fantasma, il Principe, il Cuoco.

[in foto: Il Castello di Bardi, i piatti del Due Spade. Immaginni dell'Autore]