Il Castagnaccio

Castagnaccio, migliaccio, baldino. Tanti nomi per un dolce antico tipico della toscana come di tutte le regioni dove la castagna è  molto diffusa.

L’origine è molto discussa, ma già intorno al 1500 se ne parla come di un dolce molto diffuso.

In realtà la preparazione di questo dolce è molto semplice e non è difficile immaginare intere famiglie montanare sfamarsi a suon di castagnaccio specialmente durante gli inverni lunghi e rigidi. In terre di montagna si poteva sperare in un ben misero aiuto al sostentamento, e le castagne e i marroni erano il pane quotidiano.

 

Io preferisco fare il castagnaccio alto al massimo 2cm, ma se ne vedono versioni più alte, anche fino a 5,6 cm... come si dice, "de gustibus..."

 

Il procedimento è molto semplice: si setaccia la farina in una ciotola, si aggiunge il sale e poi l’acqua a filo stemperando il composto che deve essere fluido e senza grumi. A questo punto si piglia una teglia (le migliori son quelle di ferro) e si unge bene. Si versa il composto livellandolo bene, si uniscono l’uvetta precedentemente ammollata, i pinoli, le noci e il ramerino, si irrora il tutto con olio evo (bono) e si mette in forno scaldato a 175° per circa 30‘ .

Attenzione: il tempo di cottura e la temperatura variano molto da forno a forno.

Si serve accompagnato da un buon Vinsanto.

OCCORRENTE PER UNA TEGLIA DI CASTAGNACCIO
Farina di castagne 500 g
Acqua 650 g
Pinoli 100 g
Ramerino1 rametto
Uvetta 80 g
Gherigli di noci
100 g Olio extravergine d'oliva (bono)40 g + un po’ per ungere la teglia
Sale fino 5 g