Firenze Jazz Festival

E’ un settembre ancora molto caldo. Il sole urge con la sua patina di lattiginosa umidità e il costante cicaleccio si confonde con le voci delle persone indaffarate nel parco della tenuta Ruffino di Poggio Casciano. Attorno, lo sferraglio dei trattori carichi di uva dopo una feconda giornata di vendemmia.

Firenze è distante poche colline a valle. Si montano il palco, le luci e l’impianto per il concerto della sera. Dalla cucina della locanda Le Tre Rane si alzano sfrigolanti vaporosi effluvi: ci saranno deliziosi mangiari più tardi. Il controllo del suono. Le luci accese. Il tramonto che arrosa le colline di vigne e ulivi attorno alla villa. E’ quasi l’ora.

All’imbrunire l’atmosfera è magica: una costellazione di sedie e tavoli nel giardino. La pergola nella terrazza della villa fiorita e illuminata, con le sue volute di rose e ferro battuto, di rosmarino, lavanda e agrumi: sarà un palco privilegiato per godere della musica. Luci verdi sul palco. La notte con la luna quasi piena, ancelle le tante stelle. Gli ospiti sono tutti arrivati e nei calici danza Aqua di Venus color cipria e sapore di estate. Il menù della serata omaggia la musica jazz: sfrangiato, inclusivo, irriverente, graffiante. La tartara, il riso coi fagioli rossi – il piatto di Luis Armstrong – il pesce povero che è ricco di sapori decisi, le polpette in ogni foggia. 

Giovedì 17 settembre, alle ore 21.30 ecco il primo graffio – caldo, profondo, avvolgente - del sassofono di Nico Gori. Tutto adesso è ingigantito da quelle note. L’udito, il gusto, la vista, il naso.  Delle piacevoli spinte di brezza hanno cacciato l’umidità e un po’ di tensione: l’organizzazione non è stata facile. La serata è perfetta e tutto è si è dipanato armoniosamente, fino all’ultimo dei ripetuti applausi che hanno concluso l’ipnosi sognante, saporita e gustosa di una notte di tarda estate.

Ruffino ringrazia Francesco Astore e tutta la straordinaria compagine dietro il Firenze Jazz Festival: per noi sono il partner perfetto.
Condividiamo lo stesso approccio, la visione, la determinazione anche in anni difficili come questo. Che sia nel produrre un buon vino o nell’organizzare un evento musicale, entrambi crediamo nella bellezza e nelle persone.