Cortina, storia e presente

Nel 1905 si fondava Las Vegas, si inaugurava la Transiberiana e Albertino Einstein pubblicava le basi della Teoria della Relatività. Nel suo piccolo, anche a Cortina accadeva qualcosa di epico: quattro ragazzotti gettavano degli strani veicoli a slitta giù per la strada di Pocol, scrivendo così la prima pagina conosciuta per gli sport invernali ampezzani, e probabilmente di tutta l’Italia.

Per le vorticose vicissitudini storiche di quelle lande, e per la non infrequente difformità dei confini antropologici da quelli ammnistrativi, allora Cortina era Ladina, Tirolese e Asburgica, e solo il primo dei caratteri è tutt’ora rimasto. A cui si aggiunse presto anche il “titolo” di capoluogo del turismo altolocato dell’Impero. Radici non dimenticate, visto che la popolazione ha votato a maggioranza per il ristorno nella Provincia Autonoma di Bolzano con un referendum che è ancora lettera morta.*

Da quella discesa forse più incosciente che coraggiosa si dipanò poi la storia recente di Cortina d'Ampezzo. Squassata dai furori della Grande Guerra che la colpì duramente, seppe risorgere proprio grazie al turismo innestato dalla vocazione agli sport invernali. Ben prima delle famose Olimpiadi del ’56 a cortina esistevano impianti di grande impatto, come il trampolino per il salto con gli e la pista da bob. Cos’è oggi Cortina, qual è la sua straordinaria importanza economica e sociale per il comprensorio, cosa rappresenta nell’immaginario collettivo anche grazie ad una narrazione cinematografica a tratti forse anche troppo caricaturale non è tema che richieda ulteriori indagini.

Ciò che colpisce il viaggiatore curioso però - oltre allo stuolo di auto sportive e alberghi a mille stelle - è la straordinaria bellezza della conca ampezzana, giusto il momento che abbandoni il paese e sali su un poggio a guardarti attorno. Il colossale anfiteatro Dolomitico non incombe, non torreggia, ma abbraccia con i suoi colori a tratti pastellati a volte urgenti le dolci curve della valle. In una giornata di sole il blu cobalto del cielo si confronta con il verde smeraldo dei prati sfalciati dove non è raro incontrare animali al pascolo, e immaginare il rito della produzione del formaggio.

A chi dovesse capitare di cenare in uno dei locali più interessanti non solo della zona, ma dell’intera gastronomia di montagna, lo chef Riccardo Gaspari offre l’opportunità di azzerare la distanza tra tavola e cucina portando in tavola la casseruola della ricotta. Il valore del gesto, unito alla delizia della ricotta fresca e quindi tiepida, innescano un circolo virtuoso che si conclude nell’assaggio: affondi la fuscella nella pentola, scoli la ricotta, la aromatizzi con le tue mani con le buone marmellate maison.

Il locale è il San Brite.

*per i pochi che non lo sapessero Cortina d'Ampezzo è amministrativamente compresa nella provincia di Belluno, regione Veneto.

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