Caffè Concerto, un genere artistico

Anche nel campo delle rappresentazioni teatrali la Rivoluzione Francese segnò uno spartiacque, quando per decreto "rivoluzionario" fu abolito il monopolio dei Teatri. Viene alla mente il funesto movimento degli "autoriduttori" che al grido di "la musica è di tutti" provocarono disordini importanti ai concerti rock in Italia, negli anni '70, culminati con il disastro del Vigorelli a Milano con i Led Zeppelin sul palco costretti a fuggire: dopo quell'episodio la penisola fu dichiarata off-limits dai promoters internazionali e per oltre tre lustri nessuno più calcò i nostri palchi.

In Francia andò al contrario: si diffuse la moda del Cafè-concert, conosciuto anche come Cafè-chantant, piccole produzioni artistiche tenute in spazi ridotti in cui si esibivano musicisti e cantanti, artisti di strada e di vario genere. In Francia la storia del Cafè-concert ebbe una storia tormentata, tra divieti e resurrezioni, per tutto il secolo XIX, tanto da tracimare anche nel nostro paese nella gaudente Napoli dell'epoca e, più in sordina, nella Roma della Belle Epoque.

A Napoli i Cafè-concert sbocciarono con una comune caratteristica: capitalizzavano ed esaltavano l'origine francese come un marchio di qualità, tanto che i protagonisti assumevano spesso pseudonimi francesizzati, i camerieri servivano in livrea e i clienti ordinavano da menu scritti leziosamente in francese. La fama di questo genere di spettacolo fu così solida che gli studiosi ve ne intravvedono le radici del futuro varietà. Così come i termini restano rigorosamente francesi - quasi come nel ciclismo - ci sono alcuni casi di napoletanizzazione, e successiva italianizzazione che oggi strappano un sorriso tanto li troviamo radicati nel nostro parlato. La figura della "sciantosa" infatti, che suscita in noi più di un rimando storico al varietà o alla tv in Bianco e Nero con due canali fissi, non è altro che la corruzione dell'originale chanteuse.

Importante corollario di questi spettacoli era la presenza non marginale del servizio di ristorazione, con l'uso della consumazione al tavolo, che si radicò poi nei decenni fino alle moderne, leggere e leggiadre, occasioni conviviali della temibile "apericena". Spesso accompagnata da musica riprodotta e a volte suonata, ha resistito anche al più virulento degli attacchi durante le chiusure della pandemia per riprendere in gran spolvero.

Oggi per fortuna possiamo ricominciare a guardare a forme di spettacolo con consumazione, più frequentemente all'aperto: come i Cafè-concert divennero il senso stesso della vita spensierata e della socializzazione, il riunirsi attorno ad un tavolo nelle serate estive può segnare il punto di ripresa di consuetudini giocoforza abbandonate di cui, chi più chi meno, abbiamo sentito la forte mancanza.

A Poggio Casciano l'estate sarà Sotto Le Stelle, con un fitto programma di spettacoli con agile servizio di ristoro ai tavoli!