Balle e Rotoballe

“Che ne sai tu di un campo di grano, poesia di un amore profano, la paura d’esser presa per mano, che ne sai”. Con queste meravigliose parole del grande paroliere Mogol, Lucio Battisti in “Pensieri e parole” ci porta, con suggestive pennellate, in una pagina di delicato amore, officiato d’estate fra i gialli campi di grano.

I campi di grano (e vari cereali) sono uno dei tratti distintivi della campagna italiana. D’estate, le spighe giungono a maturazione, si elevano alte, e vengono prima trebbiate con la trebbiatrice (ormai molto raramente, e per fortuna, a mano) e poi raccolte attraverso dei mezzi agricoli in rotoballe, le iconiche “balle di paglia”, con le più varie finalità. Le rotoballe punteggiano di meravigliose forme le nostre colline. E spesso sono, insieme ai girasoli, qualche papavero, le lucciole di notte, fra le immagini più gettonate dell’estate, soprattutto in Toscana.

Quelle cilindriche, le più classiche, hanno diametri che superano il metro e pesano oltre 200 chili, fino a raggiungere in alcuni casi la mezza tonnellata. Si possono trovare anche a forma di parallelepipedo, prismatica, a scatoletta, più piccole e più compresse: magari a qualche evento country chic vi hanno fatto da sedia. Le rotoballe possono essere di paglia o di fieno. La differenza fra paglia e fieno non è troppo nota, e può essere utile ricordarla: il fieno è un alimento per gli animali; la paglia è lo stelo vuoto dei cerali, è un prodotto di scarto che può essere raccolto anch’esso in rotoballe e utilizzato per varie finalità, fra cui le impagliature (i fiaschi toscani di una volta, le seggiole, etc.), la pacciamatura etc. Mischiata alle deiezioni animali, spesso è utilizzata infatti come lettiera nelle stalle, dà vita al concime.

Interessanti anche alcuni esperimenti che la utilizzano come fonte di energia alternativa o come materiale per l’edilizia. La casa di uno dei porcellini, la prima a cadere al fiato del lupo, era infatti proprio costruita di paglia. Oggigiorno, la paglia è unita ad altri materiali più robusti, e il lupo non riuscirebbe più ad abbatterla, oltre a continuare a garantire una efficace coibentazione. Inoltre, ha autoportanza, è antisismica, fonoassorbente e, incredibile a dirsi, mostra una forte resistenza al fuoco. Qualcuno, forse un contadino sognatore e di grande manualità, ne ha anche fatto delle lavorazioni artistica: molte arte povera intreccia la paglia. E lo scrivente considera le fiascaie, le impagliatrici dello storico fiasco, delle vere e proprie artiste! Quindi, fieno finalità prettamente alimentari. Paglia prettamente applicative.

La poesia dei campi di grano con le rotoballe è la stessa.