Arrossire d'autunno

Uno degli espedienti che le piante mettono in atto per prepararsi al periodo di riposo invernale è costituito dalla caduta delle foglie, fenomeno tipico dei vegetali che abitano la zona temperata. Le foglie di questi vegetali prendono il nome di decidui, dal verbo latino decìduus, che significa cadere giù.
Questa perdita sarebbe troppo costosa - nei termini dell'economia e del benessere della pianta - se volesse dire perdere, assieme alle foglie, anche tutti i nutrienti estratti dal suolo nel corso dell’anno. Così, ogni autunno, gli alberi riciclano le loro foglie prima di farle cadere, smontando letteralmente il proprio apparato fotosintetico, che fino a quel momento aveva lavorato senza sosta, per recuperare composti azotati e fosfati che verrano custoditi all’interno dei rami e del tronco fino alla prossima primavera. 

Tutte le foglie, in questo periodo, cambiano colore, assumendo una miriade di tonalità diverse. Un vero e proprio spettacolo di magia che fece dichiarare ad Albert Camus, premio Nobel per la letteratura, che “l’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore”

Ma perché le foglie allora cambiano colore prima di cadere? La risposta è nella clorofilla, un pigmento che si trova all’interno dei cloroplasti - piccoli "organuli" presenti nelle cellule delle piante - e che permette di svolgere la fotosintesi clorofilliana, trasformando acqua e anidride carbonica in glucosio e ossigeno. In autunno, quando le giornate si accorciano e le temperature diminuiscono inizia il processo di smontaggio di queste molecole che però continuano ad assorbire energia solare. Senza l’avvio del processo di fotosintesi questa energia si lega all’ossigeno che però danneggia quelle parti della foglia che stanno recuperando e trasportando i nutrienti di nuovo verso i rami e i tronchi. Per mantenere questa distruzione al minimo le foglie rompono così le loro molecole di clorofilla permettendo ad altri pigmenti come carotenoidi, antociani e tannini di apparire e colorare la foglia con sfumature che possono variare dal giallo all’arancione fino al rosso più intenso. Non tutti i pigmenti sono presenti in parti uguali, ed è per questo che l’autunno dona così tante sfumature diverse. 

Man mano che le giornate si accorciano si arresta anche la produzione di auxina, quella sostanza che tiene ben salda la foglia al ramo, che quindi cade a terra avviando un processo di riciclaggio unico, perché le foglie cadute restituiscono alla terra tutto quello che la pianta ha assorbito per produrle. Ancora una volta non ci resta che imparare dalle leggi della natura e ammirare ogni anno il meraviglioso spettacolo dell’autunno.