“L’orto vuole l’uomo morto”

“L’orto vuole l’uomo morto” detto contadino più che mai vero e attuale, perché effettivamente dedicarsi alla coltivazione di un orto diciamo “semiprofessionale” è veramente una bella fatica sia fisica che mentale.

Eh si anche mentale, perché per avere buone o perlomeno dignitose produzioni bisogna comunque impegnarsi e non poco. Dalla pianificazione di semine, trapianti e tc all’ imparare le tecniche appropriate per ogni specie.
Insomma avete capito che fare un orto non è semplice e ricavarne qualcosa di buono è ancora più difficile. Però …

C’è un però grande grande … quando si raccoglie qualcosa che dalla semina arriva sulla nostra tavola la soddisfazione ripaga ampiamente tutti i sacrifici fatti, e la voglia di ripartire e migliorarsi può diventare una malattia.
Bando alle mie solite ciance e veniamo al vero succo di queste righe:

L’orto d’inverno.

La stagione d’oro è l’estate, quando pomodori, zucchine -con i loro fiori- melanzane, peperoni e compagnia cantante esplodono in un turbine di colori e sapori. In inverno la storia è differente: i colori si fanno più cupi e le maturazioni più lente, ma con un po’ di pazienza e di attenzione si possono avere comunque risultati non trascurabili.

In Toscana il re dell’orto invernale è senza alcun dubbio il cavolo nero, ortaggio che rappresenta Firenze. Ingrediente basilare della ribollita, buono dopo le prime ghiacciate che ne ammorbidiscono le foglie, buonissimi i ributti in insalata e ottimo in versione pesto o come verdura accanto alla ricotta; insomma per un piatto di “gnudi” più verace il cavolo nero non può mancare.

Ma a proposito di cavoli, in inverno ci si può veramente sbizzarrire: cavolfiore, broccoli, cavolo romanesco, cavolini di Bruxelles. Possono essere cucinati in mille modi e stanno avendo sempre più spazio nella cucina moderna: per esempio il cavolfiore cotto a vapore e condito con ottimo olio, un’acciughina bona e un goccio di aceto; ecco un piatto semplicissimo da fare e molto appetitoso, a patto di tenere l’ortaggio bello al dente e consumarlo velocemente.

I broccoli di cavolo sono perfetti per un primo saporito, ma anche come ripieno di ravioli o panzerotti, mentre i cavolini di Bruxelles hanno un gusto più deciso e si sposano bene con piatti a base di maiale.

A proposito di maiale, un altro matrimonio che vi consiglio è con le cime di rapa: fantastiche appena lessate e saltate con abbondante aglio e peperoncino sono l’accompagnamento perfetto per una super grigliata.

Altro ortaggio invernale ottimo con l’olio nuovo in un pinzimonio d’autore è il finocchio.
Personalmente lo amo anche al vapore condito con olio a crudo e due semi di girasole tostati, mentre gratinarlo al forno con abbondantissima besciamella e parmigiano come se piovesse rappresenta un tuffo nel passato.

Insalate invernali e soprattutto radicchi daranno comunque sollazzo agli amanti del genere. Quelli rossi e la scarola son buoni anche in versione cucinata; in Toscana però si prediligono i terracrepoli e le cicerbite, insalate dal gusto veramente primordiale.

Ultimo, ma non certo meno importante ortaggio d’inverno è il porro, nonchè  mio ingrediente preferito per il risotto che si presta benissimo anche per zuppe e vellutate o in abbinamento a pesci e frattaglie. A parer mio trova però la sua massima espressione in una bella, fragrante e profumata frittata da mettere in mezzo a due fette di pane sciocco.
Alla fine anche l’inverno non è poi così male.

Ingegnatevi d’inverno che la primavera è vicina!!